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Beckham e Beethoven

29 ottobre 2017raimondolullo

La campagna è di qualche anno fa ed è stata confezionata su misura per il lancio del primo Samsung Galaxy Note, che permetteva di prendere appunti direttamente sullo schermo con un pennino digitale. David Beckham, ambasciatore dei Giochi Olimpici di Londra 2012, si trasforma da calciatore a musicista e suona Beethoven con il pallone. Certo, l’Inno alla Gioia sui 40 tamburi è appena abbozzato ma fa il suo effetto. Qui si combina la precisione del tocco e la restituzione della bellezza musicale. Ancora una volta, due singoli elementi apparentemente distanti vanno a combinarsi insieme con potenza per farne uscire un lavoro ad alto tasso di creatività.

Un’esperienza analoga possiamo viverla dal nostro dispositivo con Patatap, un “portable animation and sound kit“ che con tutta probabilità rosicchierà un bel po’ di tempo alla vostra produttività. Collegatevi all’applicazione ideata dal designer Jono Brandel, alzate il volume dei vostri altoparlanti e premete qualsiasi tasto dalla A alla Z (o la barra spaziatrice). Ciascuna lettera riproduce una combinazione tra geometrie in motion graphic e sonorità del duo giapponese Lullatone, trasformando così la tastiera in uno strumento di animazioni musicali.

Ancora più interessante il secondo progetto firmato da Brandel, Typatone. In questo caso, è possibile creare musica scrivendo un testo. Ogni lettera digitata corrisponde a una specifica nota musicale, e a questa combinazione se ne aggiunge una terza che modifica il colore del background in base all’umore e a seconda dell’ora del giorno in cui viene scritta la composizione.

Due riferimenti a piè di pagina. La psicologia chiama questo fenomeno sensoriale e percettivo sinestesia, indicando una vera e propria “contaminazione” dei sensi nella percezione. Intesa come figura retorica, invece, la sinestesia prevede l’accostamento di due parole appartenenti a due piani sensoriali diversi. E a proposito di musica, ecco un esempio sottolineato in grassetto.

Quando mi chiese: “Conosci l’estate?”
io per un giorno per un momento, corsi a vedere il colore del vento

(Fabrizio De André, Il sogno di Maria)

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